Territori Narranti Bagnoli 2009

Nell’occuparsi di comunità e patrimoni culturali locali emerge l’esigenza di individuare strumenti idonei in grado di rappresentare l’unicità e l’importanza, soprattutto per i residenti, di quei luoghi. L’obiettivo di questa fase progettuale è stato quello di rendere evidente la ricchezza che ogni luogo custodisce, rafforzando la consapevolezza locale su ciò che ogni comunità possiede ed ha a disposizione. In questa fase progettuale, la mole di dati raccolti nelle attività laboratoriali svolte direttamente in strada, hanno funto da base di lavoro sulla quale costruire la “mappa sensoriale di comunità” del territorio di Bagnoli: attraverso l’acquisizione e la messa in pratica delle tecniche esplorative urbane proprie della Psicogeografia Situazionista, i ragazzi hanno prodotto una lettura “emozionale-sensoriale” e “grafico-visuale” del proprio territorio per lo specifico di quei luoghi ritenuti per le dinamiche e le caratteristiche possedute, come caratterizzanti e significativi per il quartiere. La mappatura dei “sentieri narranti” offre un modo creativo e sociale per comunicare quanto siano ricchi i luoghi della quotidianità e quale sia l’importanza che rivestono tutte quelle cose apparentemente ordinarie per ciascuno di noi, perfino invisibili, immateriali. La mappatura sensoriale di comunità ha così raggiunto un duplice scopo: nel mostrare un sentiero, un percorso, arricchito di riferimenti microstorici, emotivi e culturali (non più quindi solo geografici ed utilitaristici), essa costruisce significati nuovi sia per chi, ignaro dei posti, può conoscerli ed attraversarli possedendo così una chiave di lettura inedita, e sia per chi quei posti li abita quotidianamente. La mappa sensoriale di comunità è dunque la rappresentazione grafica delle azioni di valorizzazione del quotidiano; rappresentando un momento fortemente identitario, in quanto mette insieme i valori comuni e le diverse soggettività di una stessa comunità, essa è precondizione anche di ulteriore crescita della comunità stessa, che rinarrandosi i legami emotivi “stretti” con il suo territorio, apre la strada a nuove esperienze unitarie, sinergiche e collettive di tutela e valorizzazione del patrimonio locale.

LA PSICOGEOGRAFIA

Nata verso la fine degli anni Cinquanta nell’ambito del movimento d’avanguardia artistica e politica Situazionista, la psicogeografia è lo studio degli effetti che un determinato ambiente geografico ha sui sentimenti e sul comportamento dell’individuo. Il metodo di ricerca psicogeografico si propone di cartografare i “racconti del territorio” mettendone in rilievo le dinamiche quotidiane, con piglio creativo e radicale. Gli spazi urbani vengono esplorati attraverso le “derive”, ovvero vagando senza meta lasciandosi guidare dall’ambiente circostante, oppure con “giochi psicogeografici”, ad esempio esplorando una città con la mappa di un’altra. Si tratta di sperimentare fruizioni diverse, percorsi non abituali, ipotesi di cambiamento applicate alla strada: “prima a sinistra, seconda a destra, prima a destra, ripetere”, per passare attraverso la città in un modo completamente differente rispetto all’uso che normalmente se ne fa. L’obiettivo è quello di trovarsi così a confronto con la città in una luce completamente nuova.


IL METODO PSICOGEOGRAFICO

Il racconto di un territorio prodotto dai suoi abitanti, è già di per sé strumento di valorizzazione, tutela e sviluppo locale. Ma lo sviluppo è per definizione un fenomeno di rottura, di cambiamento, che necessita di uno sguardo nuovo capace di osservare i fenomeni assumendo un punto di vista altro. Obiettivo di questo moderno studio dei luoghi, è quello di cercare di “dare forma” ai pensieri, alle azioni ed ai vissuti elaborati dai cittadini nei confronti e per causa del territorio in cui vivono. Per fare emergere ed affermare la “poetica” contenuta in ogni spazio urbano, è stata adottata una metodologia ed una semantica cartografica che combinano la teoria dei colori ideata da Wassily Kandinsky con le sperimentazioni psicogeografiche del Situazionismo. Tale metodo di lettura facilita la comunicazione fra noi e lo spazio, mostrandoci, per il tramite delle mappe prodotte, la concretezza della nostra presenza nel territorio. I “sentieri urbani” mappati nell’osservazione psicogeografica sono prodotti e rappresentazioni delle risorse e delle emozioni individuali di ogni cittadino partecipante, tutti elementi che plasmano i ritmi di una città ed il diritto ad una città più nostra, più vivibile e più democratica.

La documentazione fotografica prodotta (unitamente alle rilevazioni sul campo) è stata interamente prodotta dai ragazzi:GUARDA UNA SELEZIONE DI FOTO REALIZZATE

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